IL titolo degli esercizi è Questa è La Vittoria Che Vince Il Mondo La Nostra Fede Circa 28 Mila Aderenti e iscritti alla fraternita hanno partecipato guidati da Don Carron alla 3 giorni di Rimini
Messaggio N°2
30-04-2008 - 16:09
25 27 Aprile 2008 a Rimini Esercizi Spirituali Fraternita di Comunione e Liberazione
mercoledì 30 aprile 2008
mercoledì 16 gennaio 2008
mercoledì 9 gennaio 2008
Creator Spirito
Discendi, Santo Spirito,
le nostre menti illumina;
del ciel la grazia accordaci
Tu, Creator degli uomini.
Chiamato sei Paraclito
E dono dell’Altissimo,
sorgente limpidissima
d’Amore fiamma vivida.
I sette dono mandaci,
onnipotente Spirito;
le nostre labbra tiepide
in te sapienza attingano.
I nostri sensi illumina,
fervor nei cuori infondici;
rinvigorisci l’anima
nei nostri corpi deboli.
Dal male Tu ci liberi,
serena pace affrettaci,
con Te vogliamo vincere
ogni mortal pericolo.
Il Padre Tu rivelaci
E il Figlio unigenito;
per sempre tutti credano
in Te divino Spirito.
Al Padre gloria, al Figlio
Morto e risorto splendido,
insieme con lo Spirito
per infiniti secoli. Amen
V. – Manda il Tuo Spirito e sarà una nuova creazione.
R. – E rinnoverai la faccia della terra.
Preghiamo: O Dio che hai istruito i tuoi fedeli, illuminando i loro cuori con la luce dello Spirito Santo, concedi a noi di avere nello stesso Spirito il gusto del bene e di godere sempre del suo conforto. Per Cristo nostro Signore. Amen.
le nostre menti illumina;
del ciel la grazia accordaci
Tu, Creator degli uomini.
Chiamato sei Paraclito
E dono dell’Altissimo,
sorgente limpidissima
d’Amore fiamma vivida.
I sette dono mandaci,
onnipotente Spirito;
le nostre labbra tiepide
in te sapienza attingano.
I nostri sensi illumina,
fervor nei cuori infondici;
rinvigorisci l’anima
nei nostri corpi deboli.
Dal male Tu ci liberi,
serena pace affrettaci,
con Te vogliamo vincere
ogni mortal pericolo.
Il Padre Tu rivelaci
E il Figlio unigenito;
per sempre tutti credano
in Te divino Spirito.
Al Padre gloria, al Figlio
Morto e risorto splendido,
insieme con lo Spirito
per infiniti secoli. Amen
V. – Manda il Tuo Spirito e sarà una nuova creazione.
R. – E rinnoverai la faccia della terra.
Preghiamo: O Dio che hai istruito i tuoi fedeli, illuminando i loro cuori con la luce dello Spirito Santo, concedi a noi di avere nello stesso Spirito il gusto del bene e di godere sempre del suo conforto. Per Cristo nostro Signore. Amen.
sabato 29 dicembre 2007
venerdì 28 dicembre 2007
Lo Stupore e Le Regole
“Il vero dramma della chiesa che ama definirsi moderna [ il vero dramma dei cristiani che vogliono essere moderni ] è il tentativo di correggere lo stupore dell’evento di Cristo con delle regole” . E’ una mirabile frase di Giovanni Paolo I (sarebbe stato provvidenziale quel suo mese di pontificato, anche solo per questa osservazione, di cui non si trova altrove l’equivalente). Cristo è un evento, un avvenimento, un fatto, che innanzitutto riempie di stupore.
L’irruzione di qualcosa di imprevedibile e di imprevisto – un avvenimento, un “evento” – desta innanzitutto stupore. E lo stupore è l’inizio di una reverentia, di un rispetto, di un’attenzione umile. Come in un bambino posto di fronte a una situazione nuova: in lui istintivamente si desta un senso di stupore e di rispetto umile e un po’ timoroso. Chi si sottrae allo stupore dell’avvenimento, e all’attenzione, alla venerazione, alla curiosità rispettosa e umile che l’avvenimento istintivamente suscita, diventa schiavo di regole. Chi tenta di sottrarsi all’avvenimento si fa inevitabilmente schiavo di regole.
Questo spiega molto bene la caratteristica del soggetto umano creato dalla mentalità moderna: grumo di segmenti, di particelle e di brandelli, come dicevamo. Ognuno di questi brandelli sussiste e procede perché segue delle regole: le regole dell’ufficio, della famiglia, le regole anche dell’andare in chiesa o in parrocchia. Quando ci si sottrae allo stupore, alla luce e al calore che l’avvenimento di Cristo accende, e in cui soltanto emerge la faccia o l’unità dell’io nei suoi vari aspetti (per cui essi arricchiscono l’unità e non la deprimono in divisione rappattumata), non si può evitare di assoggettare la propria vita, segmentata, alla schiavitù delle regole.
Questa osservazione ci richiama a Cristo che ha dato la vita per salvare l’uomo dalle regole dei farisei, dal fariseismo. Da quando Cristo è venuto, nei due millenni cristiani nessuna epoca è stata più farisaica della nostra. (..)
Luigi Giussani
L’irruzione di qualcosa di imprevedibile e di imprevisto – un avvenimento, un “evento” – desta innanzitutto stupore. E lo stupore è l’inizio di una reverentia, di un rispetto, di un’attenzione umile. Come in un bambino posto di fronte a una situazione nuova: in lui istintivamente si desta un senso di stupore e di rispetto umile e un po’ timoroso. Chi si sottrae allo stupore dell’avvenimento, e all’attenzione, alla venerazione, alla curiosità rispettosa e umile che l’avvenimento istintivamente suscita, diventa schiavo di regole. Chi tenta di sottrarsi all’avvenimento si fa inevitabilmente schiavo di regole.
Questo spiega molto bene la caratteristica del soggetto umano creato dalla mentalità moderna: grumo di segmenti, di particelle e di brandelli, come dicevamo. Ognuno di questi brandelli sussiste e procede perché segue delle regole: le regole dell’ufficio, della famiglia, le regole anche dell’andare in chiesa o in parrocchia. Quando ci si sottrae allo stupore, alla luce e al calore che l’avvenimento di Cristo accende, e in cui soltanto emerge la faccia o l’unità dell’io nei suoi vari aspetti (per cui essi arricchiscono l’unità e non la deprimono in divisione rappattumata), non si può evitare di assoggettare la propria vita, segmentata, alla schiavitù delle regole.
Questa osservazione ci richiama a Cristo che ha dato la vita per salvare l’uomo dalle regole dei farisei, dal fariseismo. Da quando Cristo è venuto, nei due millenni cristiani nessuna epoca è stata più farisaica della nostra. (..)
Luigi Giussani
giovedì 29 novembre 2007
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